PRENDERE O LASCIARE?

Era una mattina qualunque quando Matilda entrò nel suo bar per prendere un caffè. Aveva imparato ad amare quel luogo senza un motivo preciso, i tavolini occupati a metà, il rumore delle tazzine appoggiate sui piattini, le persone che entravano soltanto per pochi minuti e poi sparivano di nuovo nelle strade della città. Mentre aspettava il suo latte macchiato, notò una ragazza seduta da sola vicino alla finestra, aveva un libro aperto davanti, ma non sembrava leggerlo e ogni tanto sollevava gli occhi verso la strada, come se stesse aspettando qualcuno che non arrivava.

Non ci fu niente di straordinario in quell’incontro, nessuna musica, nessun segno del destino, semplicemente cominciarono a parlare, di libri, di Roma, di caffè troppo costosi e di quanto fosse difficile capire cosa fare della propria vita quando tutti sembravano avere già una risposta; ma Matilda, per la prima volta da molto tempo, non aveva fretta di andare da qualche parte o di fare qualcosa, sarebbe rimasta lì a chiacchierare per ore.

La luce del mattino attraversava la vetrina e disegnava ombre sulle mura ricoperte di affreschi mentre loro continuavano a parlare di progetti, relazioni e di tutte quelle cose che sembrano importanti quando si è giovani e si sta ancora cercando di capire quale forma dare alla propria vita. Quella ragazza che rideva, studiava, faceva progetti e si lamentava delle cose normali della sua età, sembrava una ragazza come tante, eppure dietro quella normalità c’era una storia che nessuno avrebbe immaginato. 

Ancora una volta, davanti a Matilda c’era una persona che il mondo aveva imparato a non vedere, così cominciò a chiedere, non per curiosità, ma perché sentiva che quella storia aveva bisogno di essere messa a fuoco. E fu così che iniziò una nuova ricerca, molto diversa da tutte quelle che Matilda aveva fatto prima, nessun documentario, nessun qualcuno da raccontare, c’era una ragazza che doveva soltanto scoprire di non essere mai stata senza un posto.

«E se non riuscissi a perdonarlo?». Disse Elena.

«Non devi».

«Allora cosa devo fare?». Matilda rimase qualche secondo in silenzio.

«Conoscere la tua storia. Il resto verrà dopo». 

Chi mi vede davvero?

È attraverso questa domanda che Matilda inizia a comprendere qualcosa che riguarda anche sé stessa.

“Eyes Latte Macchiato” accompagna il lettore in un viaggio intimo e universale, dove ogni esperienza, ogni incontro e ogni caffè diventano un invito a osservare la vita con occhi veri.

IL SIMBOLO DI UNA TRASFORMAZIONE

QUELLA PICCOLA CORREZIONE DIVIENE COSÌ LA METAFORA. IL TITOLO EYES LATTE MACCHIATO NASCE PROPRIO DA QUESTO GIOCO DI PROSPETTIVE, BASTAVA…

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